Come Giocare a Zanzi con i Dadi

Un gioco da fare con i dadi. Il suo scopo è quello di lanciare i dadi per ottenere uno zanzi (3 facce identiche) o, in mancanza, il massimo di assi e di sei. E’ un gioco che richiede la presenza di due ma anche più giocatori, in quanto non ne prevede un numero massimo.

Per prima cosa bisogna disporre sul tavolo 10 gettoni. I giocatori se ne appropriano nel corso di una serie di giri successivi. Ciascun giocatore lancia un dado. Chi ottiene il punteggio più alto inizia il primo giro. Poi, il vincitore di ogni giro inizierà il giro successivo. A ogni giro il giocatore che gioca per primo lancia a suo piacere i dadi una, due o tre volte, riprendendoli tutti o in parte.

Per esempio egli dirà: “in due” e gli altri giocatori potranno lanciare i propri dadi una o due volte al massimo. Il vincitore di un giro è quello che ottiene la maggiore combinazione. Le migliori combinazioni sono anzitutto gli zanzi, dall’asso al due: zanzi di assi: 3 assi; zanzi di sei: 3 sei; zanzi di cinque: 3 cinque; zanzi di quattro: 3 quattro; zanzi di tre: 3 tre; zanzi di due: 3 due. Se nessun giocatore ha ottenuto uno zanzi, nel gioco ha fine lo stato di parità conteggiando i punti nel modo seguente: ogni asso: 100; ogni sei: 60; ogni cinque, quattro, tre, due: rispettivamente 5, 4, 3 o 2.

Alla fine di ogni giro chi ha la combinazione più forte prende un gettone prima di iniziare il giro successivo. I giocatori si succedono sempre seguendo il senso orario. Se due di essi sono vincitori ex aequo, vi è spareggio, e viene effettuato un giro supplementare. La partita termina quando al centro del tavolo non vi sono più gettoni. Il vincitore è chi ne possiede il maggior numero.

Come Giocare allo Shaturanga

In questo gioco i partecipanti richiesti sono 4. I pezzi da utilizzare devono essere, quindi, di 4 colori, si potranno utilizzare i pezzi di due giochi di scacchi, di dimensioni diverse ed eventualmente un dado. Ogni giocatore ha a disposizione 8 pezzi.

Ecco gli 8 pezzi: un maraja, esso può spostarsi di una casella in una qualsiasi delle 8 direzioni; un elefante, può spostarsi di un numero indefinito di caselle, orizzontalmente o verticalmente, passando soltanto per caselle vuote; un cavallo, esso può saltare all’angolo opposto di un rettangolo di 2 X 3, poco importa ciò che le caselle intermedie contengono; un vascello, può saltare a due caselle in una qualsiasi delle 4 direzioni diagonali, tanto che la casella intermedia sia vuota o no; quattro soldati, un soldato può spostarsi di una casella, sempre sulla stessa linea, verso l’avversario.

Gli alleati occupano angoli opposti. Ciascun giocatore sposta un pezzo, a turno, seguendo il movimento orario, liberamente o secondo il risultato dei dadi. Se i giocatori hanno deciso di giocare con un dado, ciascuno lo lancia prima di spostare il proprio pezzo. Il dado gli permette di avanzare: per un asso: il vascello o il suo pedone; per un due: il cavallo o il suo pedone; per un tre: l’elefante o il suo pedone; per un quattro: il maraja o il suo pedone. Se ottiene cinque o sei, rilancia fino a ottenere un numero più basso. Se nessuno degli spostamenti permessi è possibile, il giocatore cade il proprio turno.

Un pezzo viene preso e immediatamente tolto dal gioco quando un pezzo avversario occupa la casella. La gerarchia, a ogni modo, deve essere rispettata: i soldati e i vascelli, che possono prendersi tra di loro, non possono prendere i pezzi più importanti. I vascelli hanno tuttavia una presa molto particolare. Quando tre di essi occupano tre caselle di un quadrato di 2 X 2 e il quarto vascello viene sulla quarta casella, esso vince questa battaglia navale e fa uscire dal gioco i 2 vascelli avversari. Il vascello alleato si pone in seguito agli ordini di colui che possiede il pezzo vincitore e che manovra a suo piacere l’uno o l’altro di essi. E’ intuitivo che una situazione così poco verosimile ha probabilità di verificarsi solo nel caso in sui si gioca con i dadi.

Il soldato non prende come si sposta: come un pedone moderno prende su una casella successiva, a sinistra o a destra, in diagonale. Le caselle di partenza dei 4 maraja sono i troni. Un maraja può avere interese a occupare il trono dell’alleato; a partire da questo momento, assume il comando dei due eserciti; quando giunge il suo turno di giocare o giunge il turno del suo alleato, è lui che gioca a scelta uno qualsiasi dei 16 pezzi della combinazione. Tale privilegio sussiste anche el caso in cui il maraja lasci il trono alleato.

Quando il maraja viene preso e se l’alleato non ha occupato il suo trono, questi manovra le truppe ma soltanto quando arriva il suo turno di gioco in quanto l’altro turno è perduto. Due maraja avversari possono essere scambiati per reintegrare il gioco. Ciascuno ritorna sul proprio trono oppure, se questo è occupato, su una casella vicina. L’azione termina solo quando un campo ha perduto tutti i propri pezzi.

Come Giocare all’Elastico Rinforzato

Una volta che i tuo bambini avranno imparato la sequenza base del gioco dell’elastico vorranno fare qualcosa di più difficile. In questa guida sarà spiegato come fare la versione più difficile del gioco dell’elastico, quindi segui le istruzioni qui riportate.

Per aumentare la difficoltà del gioco dell’elastico i bambini che lo tengono teso lo possono spostare all’altezza delle ginocchia, così bisognerà saltare più in alto. Inoltre i bambini possono sperimentare questi salti nuovi: Il primo è di fronte all’elastico, all’esterno e poi si deve saltare all’interno.

Però i bambini che tengono teso l’elastico devono tenere i piedi uniti così che lo spazio dove saltare sia più ristretto. Si salta poi di nuovo all’esterno dell’elastico. Si salta all’interno sempre tenendo l’elastico all’altezza delle ginocchia. Si salta sull’elastico con tutti e due i piedi dalla stessa parte.

Si salta all’esterno con tutti e due i piedi dalla stessa parte infilandoli sotto l’elastico, poi si salta dall’altra parte passando sopra l’elastico dalla parte opposta e trascinandosi dietro quello sotto al quale erano i piedi. Si può fare anche tenendo l’elastico all’altezza dei fianchi, e infine si salta all’esterno.

Come Fare una Granita

Se si pensa all’estate si pensa al caldo soffocante ed a una bella granita ghiacciata. In inverno il pensiero di una granita ci fa venire i brividi di freddo ma ci fa anche pensare alle vacanze trascorse. Comunque sia in estate che in inverno è doveroso sapere fare una granita anche se non si dispone di una macchina per granite come quelle che si trovano nei bar.

Procurati la quantità di ghiaccio che ti potrà servire, in base al numero di persone alle quali la vuoi offrire.
Prendi un canovaccio (strofinaccio) pulito di fibra forte e prendi un martello e un pezzo di cartone.
Prima però spremi il succo ad almeno tre limoni molto succosi, se sono asciutti ne devi spremere di più.

Togli gli ossicini dalla spremuta di limone.
Metti il ghiaccio nel canovaccio, tieni i lembi con la mano sinistra e con la destra batti col martello pestando sul pezzo di cartone per non sporcare lo strofinaccio.
Quando il ghiaccio sarà ridotto a scaglie mettilo nel tuo frullatore e aggiungi il limone spremuto.

Aggiungi anche nel frullatore lo zucchero (ti regolerai in base al limone che hai spremuto e in base ai tuoi gusti personali).
Frulla ed otterrai quasi una crema, assaggia per vedere se lo zucchero che hai messo ha dolcificato il tutto e se la granita è troppo amara aggiungine un pò e dai un’altra frullatina.

Servi la tua granita in bicchieri o in coppette, vedrai che successo.

Con questo metodo puoi anche preparare la granita di fragole, di albicocche, pesche e quella di caffè.
Se vuoi fare la granita al caffè utilizza caffè freddo molto dolce.
Se invece ne vuoi fare una alla frutta, prima frulla la frutta con lo zucchero e poi aggiungici il ghiaccio pestato.

Come Montare una Spalliera per le Piante

Per fissare una spalliera per piante a un muro potete scegliere materiale sintetico o di legno. Il materiale sintetico richiede poca manutenzione, ma spesso è meno robusto del legno. Quest’ultimo, però, dovrà essere periodicamente impegnato o dipinto.

Occorrente
Materiale necessario:
Trapano
Tasselli
Martello
Cacciavite o trapano avvitatore
Colla di montaggio
Pistola per colla
Mazzuolo di gomma
Impregnante o pittura
Pennello

Con il trapano praticate sulla spalliera dei fori nei punti in cui intendete fissarla al muro. Appoggiate la spalliera su dei blocchi di legno, per lasciare spazio alla punta ed evitare di danneggiarla contro il terreno. Appoggiate la spalliera contro il muro e segnate la posizione dei fori che dovrete praticarvi.

Con il trapano, praticate i fori nel muro. Inserite i tasselli, servendovi di un martello. Fissate la spalliera, inserendo le viti nei tasselli. Questo genere di spalliere è concepito di solito in modo da lasciare uno spazio vuoto fra la struttura e il muro, premettendo così alle piante di crescere senza incontrare ostacoli.

Se preferite evitare fori e viti, potete optare per la colla di montaggio, da applicare con l’apposita pistola. Applicatela sul lato posteriore della spalliera, premete la spalliera leggermente contro, il muro, allontanatela nuovamente e appoggiatela di nuovo contro il muro dopo aver atteso per il tempo indicato, premendo questa volta in modo energico. Picchiettate la spalliera con un mazzuolo di gomma per aumentare l’aderenza.